L’inganno Cripto-Lefebvriano: un Francescano dell’Immacolata risponde a De Mattei

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Pubblichiamo una replica di padre Angelo Geiger F.I (qui l’originale )ad un recente articolo di Roberto de Mattei su Corrispondenza Romana. Come richiesto dall’autore e dai suoi superiori, pubblichiamo questo intervento senza ulteriori commenti da parte nostra. Vorremmo solo ringraziare Padre Angelo e Padre Alfonso Bruno per averci concesso la possibilità di tradurre e far conoscere ai lettori italiani questo interessantissimo contributo.

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Ciò che segue è la mia risposta al Professor De Mattei, che ha recentemente difeso il sito Rorate Caeli. Vorrei far notare che né de Mattei né Rorate Caeli hanno rimandato i loro lettori alle mie critiche iniziali (1 & 2).

Il Professor Roberto de Mattei, cosi come New Catholic di Rorate Caeli, ritiene che il mio uso del termine ‘cripto-lefebvrismo’ non abbia alcun significato. Entrambi affermano che non sia nient’altro che un insulto verso tutti i fedeli cattolici. In particolare…

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La famiglia – Editoriale Samizdat

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anteprima“La famiglia è il luogo in cui Gesù cresce. Per questo il diavolo vuole distruggerla”. Sono le parole di papa Francesco alla 37.ma convocazione del Rns. Il Papa, rispondendo ai saluti di alcuni rappresentanti dei 52mila presenti ha aggiunto. “Il Signore benedica la famiglia e la faccia forte in questa crisi in cui il diavolo vuole distruggerla”.
Allo Stadio Olimpico, davanti a circa 50 mila persone, Francesco ha parlato della famiglia e dei giovani: “Sarebbe triste per un giovane mettere la sua gioventù in cassaforte e renderla inutile, vecchia nel senso peggiore del termine. La gioventù è per rischiarla, per scommettere su cose grandi, cioè per far sì che gli altri conoscano Gesù”.

LE DIVISIONI VENGONO DAL DIAVOLO. Quindi Francesco ha invocato: “Signore, guarda al tuo popolo in attesa dello Spirito Santo. Guarda ai giovani, alle famiglie, agli ammalati, ai sacerdoti alle consacrate ai consacrati. Guarda a noi vescovi e concedi a noi tutti quella santa ubriachezza dello Spirito che ci fa parlare tutte le lingue della carità ed essere sempre vicini a chi è nel bisogno. Insegnaci a non lottare tra noi per un pezzo in piu di potere. Insegnaci a essere umili, ad amare piu la Chiesa che il nostro partito”. Infine il Papa ha rivolto ringraziato per il canto in spagnolo con cui era stato accolto: “Mi sono sentito a casa”. E confessando che nei primi tempi del Rinnovamento carismatico quando era arcivescovo di Buenos Aires lui non amava molto Rns. “Sembrava una scuola di samba – ha detto suscitando l’ilarità dei presenti -. Non condividevo il loro modo di pregare. Poi, conoscendoli ho capito il bene che fanno alla Chiesa. E così sono diventato assistente spirituale del Rinnovamento carismatico, che è una grande forza al servizio dello Spirito Santo”.
Per questo il Papa ha raccomandato di restare fedeli al carisma ricevuto. “Nessuno pensi di essere piu grande o piu importante dell’altro. Voi avete un solo capo.Gesù il Signore”, Seconda raccomandazione del Papa l’unità: “Le divisioni vengono dal diavolo”. Quindi evangelizzazione, ecumenismo spirituale, cura dei bisognosi e accoglienza degli ultimi. Infine un pressante invito: “Non ingabbiate lo Spirito Santo. Voi sietedispensatorii della grazia, non suoi controllori”.

IL MATRIMONIO CRISTIANO.
Le parole di Francesco sulla famiglia hanno ripreso il filo del discorso che il santo padre aveva iniziato alla Messa mattutina in Santa Marta. Lì aveva parlato del matrimonio cristiano davanti a una quindicina di coppie.
Sono tre i pilastri che sostengono l’amore sponsale: fedeltà, perseveranza, fecondità. “È un amore fedele; è un amore perseverante, non si stanca mai di amare la sua Chiesa; è un amore fecondo. E’ un amore fedele! Gesù è il fedele! San Paolo, in una delle sue Lettere, dice: ‘Se tu confessi Cristo, Lui ti confesserà, a te, davanti al Padre; se tu rinneghi Cristo, Lui ti rinnegherà, a te; se tu non sei fedele a Cristo, Lui rimane fedele, perché non può rinnegare se stesso!’. La fedeltà è proprio l’essere dell’amore di Gesù. E l’amore di Gesù nella sua Chiesa è fedele. Questa fedeltà è come una luce sul matrimonio. La fedeltà dell’amore. Sempre”.

FEDELE E PERSEVERANTE. Fedele sempre, ma anche sempre instancabile nella sua perseveranza. Proprio come l’amore di Gesù per la sua Sposa. “Tante volte” Gesù perdona la Chiesa e allo stesso modo, constata Papa Francesco, anche all’interno della coppia alle volte “si chiede perdono” e così “l’amore matrimoniale va avanti”.
“La vita matrimoniale deve essere perseverante, deve essere perseverante. Perché al contrario l’amore non può andare avanti. La perseveranza nell’amore, nei momenti belli e nei momenti difficili, quando ci sono i problemi: i problemi con i figli, i problemi economici, i problemi qui, i problemi là. Ma l’amore persevera, va avanti, sempre cercando di risolvere le cose, per salvare la famiglia. Perseveranti: si alzano ogni mattina, l’uomo e la donna, e portano avanti la famiglia”.

FECONDO. Terzo tratto, la “fecondità”. L’amore di Gesù, osserva Papa Francesco, “fa feconda la Chiesa con nuovi figli, Battesimi, e la Chiesa cresce con questa fecondità nuziale”. In un matrimonio questa fecondità può essere talvolta messa alla prova, quando i figli non arrivano o sono ammalati. In queste prove, sottolinea il Papa, ci sono coppie che “guardano Gesù e prendono la forza della fecondità che Gesù ha con la sua Chiesa”. Mentre, sul versante opposto, conclude, “ci sono cose che a Gesù non piacciono”, ovvero i matrimoni sterili per scelta:

DUE GATTI ANZICHE’ UN FIGLIO. “Questi matrimoni che non vogliono i figli, che vogliono rimanere senza fecondità. Questa cultura del benessere di dieci anni fa ci ha convinto: ‘E’ meglio non avere i figli! E’ meglio! Così tu puoi andare a conoscere il mondo, in vacanza, puoi avere una villa in campagna, tu stai tranquillo’… Ma è meglio forse – più comodo – avere un cagnolino, due gatti, e l’amore va ai due gatti e al cagnolino. E’ vero o no questo? Lo avete visto voi? E alla fine questo matrimonio arriva alla vecchiaia in solitudine, con l’amarezza della cattiva solitudine. Non è fecondo, non fa quello che Gesù fa con la sua Chiesa: la fa feconda”.

da Tempi

La famiglia – Editoriale Samizdat

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anteprima“La famiglia è il luogo in cui Gesù cresce. Per questo il diavolo vuole distruggerla”. Sono le parole di papa Francesco alla 37.ma convocazione del Rns. Il Papa, rispondendo ai saluti di alcuni rappresentanti dei 52mila presenti ha aggiunto. “Il Signore benedica la famiglia e la faccia forte in questa crisi in cui il diavolo vuole distruggerla”.
Allo Stadio Olimpico, davanti a circa 50 mila persone, Francesco ha parlato della famiglia e dei giovani: “Sarebbe triste per un giovane mettere la sua gioventù in cassaforte e renderla inutile, vecchia nel senso peggiore del termine. La gioventù è per rischiarla, per scommettere su cose grandi, cioè per far sì che gli altri conoscano Gesù”.

LE DIVISIONI VENGONO DAL DIAVOLO. Quindi Francesco ha invocato: “Signore, guarda al tuo popolo in attesa dello Spirito Santo. Guarda ai giovani, alle famiglie, agli ammalati, ai sacerdoti alle consacrate ai consacrati. Guarda a noi vescovi e concedi a noi tutti quella santa ubriachezza dello Spirito che ci fa parlare tutte le lingue della carità ed essere sempre vicini a chi è nel bisogno. Insegnaci a non lottare tra noi per un pezzo in piu di potere. Insegnaci a essere umili, ad amare piu la Chiesa che il nostro partito”. Infine il Papa ha rivolto ringraziato per il canto in spagnolo con cui era stato accolto: “Mi sono sentito a casa”. E confessando che nei primi tempi del Rinnovamento carismatico quando era arcivescovo di Buenos Aires lui non amava molto Rns. “Sembrava una scuola di samba – ha detto suscitando l’ilarità dei presenti -. Non condividevo il loro modo di pregare. Poi, conoscendoli ho capito il bene che fanno alla Chiesa. E così sono diventato assistente spirituale del Rinnovamento carismatico, che è una grande forza al servizio dello Spirito Santo”.
Per questo il Papa ha raccomandato di restare fedeli al carisma ricevuto. “Nessuno pensi di essere piu grande o piu importante dell’altro. Voi avete un solo capo.Gesù il Signore”, Seconda raccomandazione del Papa l’unità: “Le divisioni vengono dal diavolo”. Quindi evangelizzazione, ecumenismo spirituale, cura dei bisognosi e accoglienza degli ultimi. Infine un pressante invito: “Non ingabbiate lo Spirito Santo. Voi sietedispensatorii della grazia, non suoi controllori”.

IL MATRIMONIO CRISTIANO.
Le parole di Francesco sulla famiglia hanno ripreso il filo del discorso che il santo padre aveva iniziato alla Messa mattutina in Santa Marta. Lì aveva parlato del matrimonio cristiano davanti a una quindicina di coppie.
Sono tre i pilastri che sostengono l’amore sponsale: fedeltà, perseveranza, fecondità. “È un amore fedele; è un amore perseverante, non si stanca mai di amare la sua Chiesa; è un amore fecondo. E’ un amore fedele! Gesù è il fedele! San Paolo, in una delle sue Lettere, dice: ‘Se tu confessi Cristo, Lui ti confesserà, a te, davanti al Padre; se tu rinneghi Cristo, Lui ti rinnegherà, a te; se tu non sei fedele a Cristo, Lui rimane fedele, perché non può rinnegare se stesso!’. La fedeltà è proprio l’essere dell’amore di Gesù. E l’amore di Gesù nella sua Chiesa è fedele. Questa fedeltà è come una luce sul matrimonio. La fedeltà dell’amore. Sempre”.

FEDELE E PERSEVERANTE. Fedele sempre, ma anche sempre instancabile nella sua perseveranza. Proprio come l’amore di Gesù per la sua Sposa. “Tante volte” Gesù perdona la Chiesa e allo stesso modo, constata Papa Francesco, anche all’interno della coppia alle volte “si chiede perdono” e così “l’amore matrimoniale va avanti”.
“La vita matrimoniale deve essere perseverante, deve essere perseverante. Perché al contrario l’amore non può andare avanti. La perseveranza nell’amore, nei momenti belli e nei momenti difficili, quando ci sono i problemi: i problemi con i figli, i problemi economici, i problemi qui, i problemi là. Ma l’amore persevera, va avanti, sempre cercando di risolvere le cose, per salvare la famiglia. Perseveranti: si alzano ogni mattina, l’uomo e la donna, e portano avanti la famiglia”.

FECONDO. Terzo tratto, la “fecondità”. L’amore di Gesù, osserva Papa Francesco, “fa feconda la Chiesa con nuovi figli, Battesimi, e la Chiesa cresce con questa fecondità nuziale”. In un matrimonio questa fecondità può essere talvolta messa alla prova, quando i figli non arrivano o sono ammalati. In queste prove, sottolinea il Papa, ci sono coppie che “guardano Gesù e prendono la forza della fecondità che Gesù ha con la sua Chiesa”. Mentre, sul versante opposto, conclude, “ci sono cose che a Gesù non piacciono”, ovvero i matrimoni sterili per scelta:

DUE GATTI ANZICHE’ UN FIGLIO. “Questi matrimoni che non vogliono i figli, che vogliono rimanere senza fecondità. Questa cultura del benessere di dieci anni fa ci ha convinto: ‘E’ meglio non avere i figli! E’ meglio! Così tu puoi andare a conoscere il mondo, in vacanza, puoi avere una villa in campagna, tu stai tranquillo’… Ma è meglio forse – più comodo – avere un cagnolino, due gatti, e l’amore va ai due gatti e al cagnolino. E’ vero o no questo? Lo avete visto voi? E alla fine questo matrimonio arriva alla vecchiaia in solitudine, con l’amarezza della cattiva solitudine. Non è fecondo, non fa quello che Gesù fa con la sua Chiesa: la fa feconda”.

da Tempi

Divorzio: vera libertà? – Editoriale Samizdat

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Quarant’anni fa, il 22 maggio 1974, il referendum abrogativo della legge sul divorzio approvata dal Parlamento nel dicembre 1970 (proposta dal socialista Loris Fortuna e dal liberale Antonio Baslini), venne approvato solo dal 40,7% dei votanti; il 59,3% aveva bocciato il referendum. Quel voto ha segnato l’agonia lenta ma costante del matrimonio e della famiglia tradizionali in Italia. Ricordo benissimo la compagna contro il divorzio a cui anch’io, per quel poco che contavo, mi sono impegnato, avendo sperimentato la bellezza e gioia di una famiglia unita e soprattutto, leggendo e meditando i testi di Paolo VI e dei vescovi italiani, mi rendevo conto che, col divorzio diventato legge di stato, iniziava il dissolvimento della famiglia e quindi della società italiana.
Ancora una volta si è avverato il detto dei latini: “Lex creat mores”, la legge crea il costume. Oggi, 40 anni dopo, possiamo vederlo con chiarezza. Le famiglie regolari sono minoritarie, diminuiscono i matrimoni religiosi e civili, diminuiscono in modo drammatico i bambini, aumentano le libere convivenze e un numero sempre maggiore di giovani non si pongono più la meta di unire la propria vita ad una donna o a un uomo, per creare una famiglia stabile; rimandano la scelta decisiva e a 40 anni si ritrovano “singoli”. Trionfa “il sesso libero” invocato dai sessantottini, e nel Parlamento italiano sono in cammino le leggi del matrimonio fra i gay, le adozioni di bambini da parte di sposi o conviventi gay, le inseminazioni artificiali, l’utero in affitto, il “divorzio breve” che risolve tutto in sei mesi, l’omofobia, ecc.

Le conseguenze sono tutte negative: si formano meno famiglie, nascono pochi bambini, e soprattutto i genitori precari danno vita a persone che portano dentro il tarlo della precarietà. Una giovane insegnante di scuola elementare qui a Milano mi dice che dopo pochi mesi di scuola già si possono individuare almeno alcuni dei bambini che non hanno genitori stabili, i cui genitori non sono uniti, bisticciano; l’insegnante non può dire: “Obbedite ai vostri genitori” perché qualche bambino risponde: “Io ho due papà e mamma, a chi obbedisco?”. L’Italia manca di bambini (noi italiani diminuiamo di più di 100.000 unità all’anno!) e un certo numero dei giovani che ci sono, secondo Riccardo Gatti di una Asl milanese, “il 24% di ragazzi abusa di alcool e droghe” (Avvenire, 25 maggio 2014). Invece di andare all’oratorio, oggi molti giovani vanno in discoteca e certamente la loro formazione umana e morale non ci guadagna.

Il divorzio non è un problema dei cattolici. Lo diceva con forza il giurista prof. Gabrio Lombardi, laico non credente che presiedeva il “Comitato nazionale per il referendum sul divorzio”. Leggo in un suo ritaglio stampa di quel tempo questa profezia: “Se gli italiani approvano la legge sul divorzio, distruggono la famiglia tradizionale e la stessa società italiana, poiché la società si fonda sulla famiglia prima che sullo stato”. Aveva ragione, e con lui il Papa, i vescovi italiani e numerosi deputati Dc, compreso il segretario del Partito, on.le Amintore Fanfani, che si spese generosamente nella campagna contro il divorzio. “Ma il fronte cattolico si presentò diviso di fronte al divorzio – scrive lo storico Gianpaolo Romanato dell’Università di Padova (Avvenire, 25 maggio) – ma non bisogna dimenticare che era già diviso da prima, si era spaccato nell’immediato postconcilio”.

So bene che il problema è complesso. “E’ un problema di diritti e di libertà, dicevano i divorzisti. L’amore dura fin che dura, se due sposi non si amano più è meglio che si separino e si sposino di nuovo”. Il Sessantotto ha lanciato il tema dei “diritti”, tutto era diritto, ma di “doveri” non si parlava e non si parla quasi più. Papa Francesco ha detto recentemente: “Ogni bambino ha il diritto di avere un papà e una mamma”. Ma questo diritto non si ricorda mai, non esiste più. Come al solito prevale il diritto (o il capriccio, l’egoismo) dei più forti. Il sessantotto ha imposto alcune delle tante ideologie di cui ancora soffriamo: il relativismo, l’individualismo e si perde il senso della vita. Se non esiste più una verità assoluta non esistono più valori assoluti, quindi nulla per cui valga la pena di spendere la vita. Il quotidiano cattolico Avvenire ha pubblicato un articolo intitolato: “Quella legge che cambiò l’Italia” (25 maggio 2014). Non so cosa ne pensano i lettori, per me l’ha cambiata in modo estremamente negativo.

Tempi

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Uno di noi – Editoriale Samizdat

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anteprimaTuttavia
La scadente(*) Commissione Europea ha cassato oggi l’iniziativa “Uno di noi”.
Se vi ricordate, “Uno di noi” aveva raccolto in Europa quasi due milioni di firme per mettere al bando la ricerca su embrioni umani.

I simpatici commissari  però dicono cosìLa Commissione ha concluso che l’esistente quadro di finanziamento, recentemente discusso e concordato dagli Stati membri dell’UE e dal Parlamento europeo, è quello appropriato.
Máire Geoghegan-Quinn, Commissaria europea per la Ricerca, l’innovazione e la scienza, ha dichiarato: “Ci siamo impegnati a studiare questa iniziativa dei cittadini e abbiamo dato alla richiesta tutta l’attenzione necessaria. Gli Stati membri e il Parlamento europeo hanno tuttavia deciso di continuare a finanziare la ricerca in questo settore per una ragione: le cellule staminali embrionali sono uniche e servono per cure che possono salvare la vita, e per le quali sono già in corso sperimentazioni cliniche.

Il punto era proprio quello: salvare delle vite. Ma evidentemente, non l’hanno capito. O forse l’hanno capito anche troppo bene.

Berlicche  socio di  SamizdatOnLine

(*) participio di scadere, essere in scadenza, essere al termine del mandato;: cosa credevate?

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Euroscettici ed Eurorealisti – Editoriale SOL

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anteprimaCome si sa, lo scetticismo è una corrente filosofica che afferma che niente si può conoscere con certezza. Lo scettico dubita delle cose, e ritiene che siano ingannevoli: di fronte ad esse l’unica strategia sono l’afasia e l’atarassia.
Ovvero, fregarsene.
L’euroscettico è una persona che è scettica sull’Europa. Meglio: è estremamente critica sul modo in cui l’Europa politica, quella per cui andremo a votare tra qualche giorno, è stata realizzata.
Non è che abbia tutti i torti. Neanche i più sfegatati europeisti possono sostenere che vada tutto bene. I parlamentari europei che saranno eletti avranno un potere limitato rispetto alla vera cabina di regia europea, che rimane saldamente in mano dei governi – per la precisione, di alcuni governi. I pronunciamenti e le decisioni che ci sono giunti da quelle sedi sono stati spesso contraddittori o addirittura nefasti, soggetti a logiche estranee. Come nella politica estera. Ma anche fin troppo spesso nelle vicende sulle questioni morali. E non parliamo dell’economia.
Ma neanche i più sfegatati euroscettici possono negare la positività di avere un continente al cui interno non si muovono eserciti, non si innalzano barriere economiche e fisiche, si può, tutto sommato, godere di una certa libertà.
L’euroscettico contesta le prossime elezioni. Sostiene che votare persone che alla fin fine contano poco non serve a niente, salvo a finanziare alcuni privilegiati che servano come specchietti per le allodole. Invita ad astenersi, forma legittima di protezione e dissenso contro un élite che ha perso il contatto con il popolo. Se mai lo ha avuto.

Se posso dire la mia, non sono d’accordo con lo scettico. Se l’astensione è un segnale politico, è il segnale che i potenti possono fare quello che vogliono perché lo scettico è afasico. I potenti, quelli che dettano le regole del gioco, non si combattono fregandosene, ma facendo.
Sono consapevole che difficilmente una riforma che si prenda spazi veri di democrazia riuscirà a battere in tempi brevi quella burocrazia tecnicista che sta lottando per controllare questo continente. Ma rifiutarsi di essere rappresentati in questa Europa significa farsi rappresentare solo dagli “altri”, chiunque essi siano.
Certo, una struttura fatta solo da “altri” è un bersaglio più appetibile: sono tutti dentro la casa, noi siamo fuori, la si bruci. Personalmente però sono più favorevole a ricostruire che ad abbattere. Il realismo ci insegna che costa molta meno.

L’euroscettico, di solito, non si spinge fino ad affermare che l’Europa come comunità di popoli non dovrebbe esistere. Eppure, a ben guardare, è il sottofondo a parecchie rivendicazioni: “ce ne staremmo meglio da soli”. Ma che vuol dire da soli? Sola Italia? Sola regione? Solo paesello? Soli soli? Il negare l’interdipendenza degli esseri umani non solo è un’assurdità, è il negare lo stesso concetto di “prossimo”. E’ il trionfo dell’egoismo: non ci dobbiamo mai dimenticare che la violenza, l’impensabile caos è solo ad un passo di distanza. L’Ucraina ce lo ricorda.

Io, da parte mia, voterò, e voterò convinto alcune persone che conosco. Non so che cosa sarà dell’Europa, dell’Italia nei prossimi anni. Posso solo sperare che, se eletti, quegli amici saranno eurorealisti e sapranno, almeno un poco, cercare il bene e renderla un posto migliore per tutti. Anche per gli scettici afasici e atarassici.

Berlicche  socio di  SamizdatOnLine

The day after – Editoriale Samizdat

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“Avremmo il primo pronunciamento autorevole in cui ci si riferisce a un nuovo modello di genitorialità, entrato nel nostro Paese non dalle aule parlamentari, non per un referendum popolare, ma, ancora una volta, per sentenza, per la decisione di un pugno di giudici che fra qualche giorno ci dirà per quale motivo, in futuro, anche in Italia diversi bambini potrebbero non sapere più realmente di chi sono figli.” (A. Morresi)

Attenzione: non è un attacco della magistratura, bisogna scavare molto più in profondità. Stiamo entrando in un mondo nuovo. Non costretti, non sforzati, ma volontariamente, trionfalmente, credendo di andare nella più meravigliosa delle utopie, senza sapere che è la distruzione di ogni cosa che chiamavamo buona.

Crocevia  socio di  SamizdatOnLine