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Segnalo qui un interessantissimo post redatto da Ago86; il post originale potete trovarlo QUI


Insegnare A è non insegnare non-A.

Qualunque cosa venga insegnata, crea abito mentale; ma anche non insegnare una cosa crea un modo di porsi nei suoi confronti. Se ti insegnano che A è vero, crederai per forza che non-A è falso, anche se non te lo dicono.

In definitiva ogni insegnamento è di parte, perché non dice “tutto”, ma “tace” alcune cose. Non possiamo credere che si possa essere imparziali, perché qualunque pensiero è già una presa di posizione.

Anche la Verità è qualcosa di parte, nel senso che ti pone fuori dalla falsità. L’imparzialità dunque non può essere intesa in questo senso. E non pensate che questo sia un discorso astratto: ci sono argomenti importantissimi, come la morale, l’etica, il modo di vivere, che non possono essere ignorati relegandoli nel soggettivo, perché una cosa del genere ha implicazioni pubbliche enormi (con buona pace degli atei). In questi argomenti ognuno si crea una propria idea a riguardo, ma se entra in collisione con quelle delle altre, che si fa? Nessun laico sa rispondere a questa domanda. Per questo ritengo che queste cose debbano essere insegnate nelle scuole, visto che sono esse il fondamento della civiltà, non le nozioni.

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