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L’11 marzo di quest’anno il Giappone è stato colpito con violenza e senza preavviso da tutta la potenza di immani forze della natura: ad oggi le stime accertate superano i 12 mila morti, ancora ci si adopera alla ricerca degli altrettanti dispersi, e si tenta strenuamente di stabilizzare gli impianti nucleari -danneggiati da sismi e tsunami- per scongiurare i rischi radioattivi.

Credo sia impossibile che qualcuno di noi non lo sappia, perché tutti abbiamo visto quelle immagini ai TG e sui rotocalchi, e sentito i servizi volutamente strappalacrime che sono stati montati per spettacolarizzare il popolo nipponico… ed è proprio per questo che
non ci spenderò una parola di più.

Dirò soltanto che, per fascia di appartenenza, il Giappone non è un paese considerabile “Terzo Mondo”, quindi il suo orgoglio nazionale gli impedisce di richiedere aiuti…
ma non di accettare donazioni.

Tale è la ragione per cui il numero e l’iniziativa di Vodafone e Croce Rossa Italiana non sta venendo pubblicizzato dai media; tuttavia, il servizio è attivo e garantisco personalmente che funziona: costa 2 Euro, e viene recapitato un messaggio di notifica e ringraziamento subito dopo l’invio.

45500

Trascendendo la preghiera, ben consapevole che c’è chi ha una certa conflittualità con i concetti correlati, il presente vuole solo essere una esortazione a fare anche noi -in coscienza- qualcosa nel nostro piccolo per aiutare una terra e una popolazione che, se non tutti amiamo, sicuramente ha sempre trovato la nostra simpatia.

Forza e coraggio: fuori i telefoni, e diamo una mano.

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