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Una persona è anche i libri che legge. Sto leggendo “Il cavallo rosso” di Eugenio Corti, c’è una parte del libro che mi ha un pò angosciato, più delle descrizioni di violenze e di capacità di male dell’uomo perché, si sa, il male è male, può fare più o meno orrore ma ha lo stesso volto, lo stesso giudizio: è il male.
La cosa che mi ha angosciato è l’incertezza in cui vivevano i parenti in attesa di notizie, dove il male non si è ancora manifestato e il bene non ha vinto, il figlio partito in guerra sarà ancora vivo? Non arrivano notizie sarà un bene o un male?

Oppure, verso la fine della guerra chi era nemico non sparava più verso di noi perché spossato e sconfitto, e chi era dalla tua parte non lo era più anzi, ti sparava addosso perché si era già all’inizio del  dopo guerra e si lottava per chi doveva gestire il potere.

L’incertezza, l’informazione manipolata, la lotta per il dopo, e il male che non ha più questo nome ma avanza; oggi la Libia ha lo stesso volto.

Eppure il giudizio è netto, come quello del Papa dopo l’Angelus del 27 Marzo 2011rivolgo un accorato appello agli organismi internazionali e a quanti hanno responsabilità politiche e militari, per l’immediato avvio di un dialogo, che sospenda l’uso delle armi”.

O dello stesso Eugenio Corti di un’intervista per i suoi 90 anni che con due risposte secche graffia la nostra mentalità:
L’Islam.
Sul piano militare il gap con l’occidente sembra essere ancora enorme. Ma gli islamici credono, gli occidentali non credono più in niente. Tra chi crede e chi non crede, vince chi crede. Dovremo anche qui affidarci all’intervento soprannaturale e alla Madonna. Per questo ritengo fondamentale le poco conosciute ma clamorose apparizioni di Zeitun, avvenute in Egitto nel 1968.
La guerra.
La sensazione fondamentale che ti dà la guerra è che non serve a nulla. Lo sa bene chi, come me, ha combattuto, prima sul fronte russo e poi in Italia nei “soldati del re”. La guerra è fatta per non essere fatta: non risolve niente.

E le bugie hanno le gambe corte. Soprattutto non esistono bugie umanitarie come dimostra il giudizio di Giuliano Ferrara dell’1 Aprile 2011.

Factum  socio di  SamizdatOnLine

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