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Oggi, girando su facebook, mi sono imbattuto in un visibilio di pagine su tale sito che, cambiando titolo, immagini o altre cose secondarie, avevano tutte un unico scopo: bestemmiare Dio. Fortunatamente, le pagine in questione si sono rivelate essere frequentate da al massimo 2-3000 persone, moltissime delle quali erano iscritte a più d’una di esse; di conseguenza le cifre reali sono -ancora grazie a Dio- inferiori al mero totale numerico.

Con la presente, però, non mi interessa tanto criticare i contenuti in sé delle suddette pagine (che ho già provveduto a segnalare all’amministrazione), quanto chiedere e tentare di scoprire quale sia il senso recondito di ali azioni.


Dobbiamo partire da una domanda fondamentale: perché. Perché uno dovrebbe bestemmiare? A ciò, come si nota, s’accompagna immediatamente una seconda domanda: chi bestemmia quella divinità vi crede o no? Abbiamo qui 3 possibili risposte:

 

1) La persona non sa che quella cosa è un’offesa verso Dio, quindi la pronuncia (o disegna, o scrive… per brevità, mi concentrerò solamente sul parlato, gli altri casi sono diametralmente uguali, basta cambiare verbo) senza saperne il reale significato.

Qui, il perché abbia pronunciato la frase e fatto di essere credenti o meno in Dio sono fattori ininfluenti. Il bestemmiatore involontario, trovandosi in uno stato di ignoranza, può essere scusabile, almeno sino a quando non abbia preso coscienza dell’atto compiuto, e se in tal caso non se ne pentisse sarebbe da biasimare per la sua volgarità e squallida cattiveria.

 

2) La persona sa che quella cosa è un’offesa verso Dio, ma la pronuncia senza intenti realmente offensivi verso la divinità. È il caso più comune di bestemmia.

Il perché ciò sia stato fatto è, anche qui, poco rilevante: se io so che tirare una pallonata in faccia a qualcuno gli provoca del dolore, il fatto che a suggerirmi di tirare la pallonata sia stato il compagno bullo o un plagio mentale cambia poco, sempre del male è stato compiuto. Il credervi o meno è, invece, influente:

-A: il bestemmiatore non crede in Dio (attenzione: non parlo di false divinità come Thor, Anubi, Kalì, Marduk, Baal, Quetzalcoatl e chi più ne ha più ne metta; mi riferisco proprio a Dio padre onnipotente, creatore di cieli e terra…); l’atto in sé, se strettamente per lui non ha di conseguenze, risulta comunque offensivo per chi vi crede. Quindi, il bestemmiatore agli occhi dei credenti sarebbe soltanto una persona offensiva ed ignorante.

-B: il bestemmiatore crede in Dio; qui possiamo configurare una stupidità del bestemmiatore, in quanto pur sapendo che il suo atto è cattivo ed ingiusto lo esegue lo stesso. Oltre al biasimo altrui, avrebbe da disprezzare se stesso.

 

3) La persona sa che quella cosa è un’offesa verso Dio, e la pronuncia con il chiaro intento di essere offensiva. Questo è, almeno in apparenza, il caso in cui ricadeva la quasi totalità delle pagine web visitate.

Qui, il credere o meno in Dio, prefigura la stessa dicotomia precedente: se non vi credi, appari comunque offensivo ed idiota agli altri; se vi credi, sei ufficialmente stupido. Il perché ciò sia stato fatto diventa rilevante, non tanto per sminuire la gravità dell’atto, quanto per comprendere le motivazioni del gesto ignorante ed offensivo.

-A: Il bestemmiatore si accoda al traino con l’unico scopo di aumentare la propria visibilità. Si prefigura un comportamento narcisista e poco incline al bene altrui: tutto pur di farsi notare, anche fare del male agli altri; e, se oggi bestemmia, perché domani non un bell’omicidio, che fa più audience?

-B: Il bestemmiatore lo fa per mirare ad offendere la Chiesa e/o i cristiani. Si nota qui un comportamento vigliacco: invece d’avere il coraggio d’esporre le proprie idee in maniera chiara ed argomentata, preferisce ricorrere all’insulto gratuito, forse ben sapendo che i suoi argomenti sarebbero di ben poca durata in un confronto tra persone civili e desiderose di migliorarsi. È forse la tipologia più pericolosa: passata la pavidità, potrebbe tranquillamente passare alle bombe nelle chiese.

-C: Il bestemmiatore lo fa perché effettivamente è troppo stupido, al limite dell’intendere e volere. La personalità del bestemmiatore si prefigura già da sola, inutile rigirare il coltello nella piaga.

 

In conclusione, abbiamo visto che un bestemmiatore è: stupido, volgare, idiota, ignorante, antipatico, razzista nei confronti dei credenti, vigliacco. Mi rivolgo quindi ai bestemmiatori: per quanto mi riguarda, siete liberi di continuare per la vostra via d’idiozia (l’anima è la vostra, io posso farci ben poco), ma non lamentatevi da qui in avanti se sarete trattati secondo le tipologie di comportamento viste sopra, dato che è questo ciò che siete.

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