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Come forse saprete, è stata approvata alla Camera la legge sul testamento biologico, con una ampia maggioranza trasversale. La rabbia con la quale è stata accolta dai fautori dell’eutanasia attiva – coloro che vogliono ammazzarti per il tuo stesso bene – dovrebbe lasciare pochi dubbi sulla sua opportunità.
Nessun dubbio che si comincerà appena possibile a cercare di demolirla. In passato abbiamo assistito più volte ad esercizi di “giustizia creativa” da parte di giudici intenzionati a non permettere che sia una cosa banale come la legge ad interferire sulle loro opinioni personali. In ogni caso si spera che in futuro sarà più complicato lasciare caritatevolmente morire di fame e sete gli indifesi.

E’ interessante notare come gli accesi anti-life di cui sopra esaltino e glorifichino la morte. Ne decantano i doni: la pace, la fine della sofferenza, la dignità…e il risparmio per lo stato e i parenti, l’eliminazione dell’indegno, dell’imperfetto e del fastidioso, l’inebriante potere su chi niente può.
Solo chi non crede nella vita può adorare la morte. Solo chi non la vede come un passo tra vita e vita, come un avversario da battere, solo chi non ha speranza può combattere per qualcosa che ogni vivente rifugge come può.

Chi ha senso rifugge la morte. Ricerca chi la possa sconfiggere, chi l’abbia sconfitta. Rifiuta i suoi doni, che si tramutano in polvere e vermi.
Se la morte è la fine di tutto allora tutte le promesse, tutti i suoi doni sono vani, vuoti, inutili. Se non è la fine di tutto allora sono qualcosa da fuggire, perché in essi non c’è e non ci può essere nessuno scopo.
Lasciamo che i morti seppelliscano i morti. La vita ci aspetta.

Berlicche  socio di  SamizdatOnLine

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