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Il necrofilo e il Risorto
A sentire certe interviste non si sa proprio cosa pensare: “ci sei o ci fai?”. È questo che vorremmo dire a Don Mazzi, dopo le sue esternazioni sugli argomenti più disparati. Già ci aveva fatto pensare quanto ha detto sulla pedofilia dei sacerdoti, da lui attribuita ai seminari minori. Sono di questi ultimi giorni le sue affermazioni sulla mostra di cadaveri (veri o presunti) a Roma: “Sono affascinato, questa è l’esaltazione del corpo, se Don Bosco che adoro invece che essere nella tomba fosse lì, un Don Bosco vivo… ve l’immaginate?” “…Se, quando ho cercato aiuto nelle confessioni di Sant’Agostino o nelle Cinque Vie di San Tommaso avessi fatto un giro qui, avrei pianto di commozione perché non si può non pensare chi è colui che ci ha fatto.” “Io spero che il cardinal Ravasi venga qui e mi auguro che tutte le scuole medie passino da qui a vedere la donna con il bambino, è così poetica e affascinante, io me la sarei baciata quella donna lì pensando a mia madre” (come ha riportato “La Stampa” del 13 settembre 2011). Ad ascoltare queste affermazioni c’è da dare ragione al proverbio che dice “La madre dei cretini è sempre incinta”.

A dire il vero comincia a infastidire questa rassegna di personaggi che si dichiarano cattolici e non sanno far altro che gettare fango sulla Chiesa e sulla concezione cristiana della vita. Noi sappiamo per certo che rimane un unico criterio, quello della fedeltà al magistero del Papa.
Dopo le assurdità della Bindi sui valori non negoziabili, ora ci tocca anche questa manifestazione di necrofilia. Se i vari autori di queste considerazioni credono con questo di avere “un posto al sole” al mercato di questo mondo, sappiano che la loro sorte sarà – come è sempre stato – quella degli “utili idioti”. Finché servono saranno osannati, per essere poi buttati nella spazzatura quando non ci sarà più bisogno di loro. E la storia è zeppa di questi esempi.

Sarebbe forse meglio dare la vita per la fedeltà a Cristo e alla Chiesa, accettando il martirio della impopolarità (almeno qui in Occidente), condividendo il martirio della vita di tanti nostri fratelli e sorelle in altre parti del mondo (e qui non possiamo dimenticare Asia Bibi).
Chissà se potrà rinascere un sussulto di umanità coraggiosa, e di bellezza testimoniata. “Lasciate che i morti seppelliscano i loro morti”: noi siamo testimoni di un Risorto.
CulturaCattolica.it  socio di  SamizdatOnLine

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