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Il vaticanista Giancarlo Zizola si è spento mercoledì scorso. Collaboratore dell’Osservatore Romano, Avvenire, e ultimamente di Repubblica. Il sito degli atei dell’UAAR ha voluto informare i suoi membri con una breve notizia. In tanti hanno gioito e ironizzato sulla morte.

Innanzitutto non si capisce il motivo di questo interesse da parte dell’associazione anticlericale. Credono veramente di poter diventare un luogo d’informazione sulla religione a 360°? Pensano davvero di poter mascherare la loro faziosità e il loro spirito fondamentalista offrendo informazioni al di là degli scopi prefissi dall’associazione? O forse i responsabili dell’UAAR sapevano bene quale reazione avrebbero avuto i proprio adepti alla lettura di questa notizia e quindi hanno appositamente aggiunto benzina alla macchina del fango e della ridicolizzazione della religione? I vaticanisti in fondo sono i responsabili delle notizie sulla Chiesa presenti nei media, quale occasione migliore per gli anticlericali di vendicarsi di tutto questo al momento della loro morte?

Il metodo è sempre lo stesso: l’associazione UAAR non si espone ufficialmente e scrive l’articolo in stile forzatamente neutrale. Sa benissimo che poi ci penseranno i fans e i tesserati ad esprimersi, protetti dall’anonimato. Subito sotto la notizia infatti si può notare subito un incomprensibile sfogo dei frequentatori del sito web anticlericale contro i “credenti” in generale e contro i cattolici presenti sul sito che scelgono cordialmente di dissentire dalle opinioni negative sull’operato del vaticanista Zizola. Si osservano simpatici deliri sulla presunta colpevolezza di Benedetto XVI nell’aver coperto sacerdoti pedofili e opinioni varie sui vaticanisti. Ma la cosa più macabra, come dicevamo, è sicuramente la gioia di molti per la morte di Zizola.

L’utente Rasputin commenta invece: «Non sempre dispiace della morte di una persona, e chi asserisce il contario mente. Io non mento, dico solo, uno in meno». Che sia un membro attivo dell’UAAR lo aveva dichiarato lui stesso tempo fa.  Agita&Gusta invece lo ritiene arbitrariamente colpevole quanto i sacerdoti macchiatisi di pedofilia, per averli coperti: «Chi non denuncia i pedofili è colpevole quanto loro». Più sotto ironizza a sua volta sulla morte del vaticanista. Nicola, poco dopo, giudica la carriera del defunto Zizola in questo modo: «75 anni spesi male». E chi fa notare il comportamento poco tollerante di questi utenti nel rivolgersi in questo modo ad una persona defunta solo perché ha scelto di occuparsi della Chiesa, viene tacciato lui stesso di intolleranza dal branco. L’utente Wunshe interviene augurandosi la morte di tutti gli altri vaticanisti (e forse non solo loro). Tempo fa elogiava apertamente l’attività dell’UAAR, mentre il 4 settembre augurava a tutti i pellegrini che si sarebbero recati al Congresso Eucaristico di Ancona in treno, di morire vittime di un disastro ferroviario.

L’utente antoniadess reagisce alla notizia affermando: «e chi se ne frega? francamente non mi sembra una notizia pertinente in ultimissime». Le risponde prontamente Bruno Gualerzi, uno dei più prolifici collaboratori dell’UAAR, il filosofo “fai-da-te” di cui abbiamo già parlato in Ultimissima 6/5/11. E come replica Gualerzi? Così: «Quante chiacchiere inutili! E pensare che bastava dire: “uno di meno”…». In obbedienza al filosofo chiudono infatti l’utente alec: “uno in meno!” e daigoro che ironizza sulla morte del vaticanista esclamando: «Miracolo!». Lo stesso accoglieva con gioia tempo fa i nuovi referenti dell’UAAR.

Nessun responsabile dell’associazione ha ritenuto opportuno moderare questi interventi, nessun altro membro dell’UAAR ha preso le distanze da queste offensive dichiarazioni.

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