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clip_image001Nel corpus del bene comune non vi è un groviglio di equivalenze valoriali da scegliere a piacimento, ma esiste un ordine e una gerarchia costitutiva” ha spiegato a chiare lettere il Card. Bagnasco, oggi, nel suo intervento iniziale al seminario a porte chiuse organizzato da alcuni cattolici a Todi, riferendosi ai “valori non negoziabili”, che definisce “sorgenti” dell’uomo: “l’inizio e la fine della vita umana, il suo grembo naturale che è l’uomo e la donna nel matrimonio, la libertà religiosa ed educativa che è condizione indispensabile per porsi davanti al tempo e al destino”.

Una precisazione non nuova, quella del Card. Bagnasco, che su questo è in piena continuità con il predecessore Card. Ruini e con i due pontificati di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI.
Ma una precisazione benvenuta, e che rimette ordine nelle cose, vista l’aria che tira.
Che a Todi si stiano riunendo associazioni e movimenti cattolici per riflettere sulla presenza dei cattolici nella società in questo momento, è buona cosa e non è certo di per sé un fatto epocale.
Ma da settimane questo appuntamento si sta caricando di attese e significati che non ci piacciono, e che oggi hanno trovato una clamorosa conferma nell’editoriale di prima pagina del Corriere della Sera.
In buona sostanza, e senza inutili giri di parole: questo appuntamento sta diventando la “svolta”, dopo gli anni di Ruini, verso una presenza dei cattolici incentrata sul sociale, mettendo da parte quei valori non negoziabili che hanno caratterizzato la presenza cattolica in questi ultimi quindici anni.
E questa “svolta” sarebbe funzionale a nuovi equilibri politici del dopo-Berlusconi, equilibri che quegli ingombranti valori non renderebbero possibile.
Insomma, un ritorno culturale agli anni ’70, ma stavolta senza una presenza forte di quei movimenti che in quegli anni hanno fatto muro.

Alcuni giornali hanno indicato in Andrea Riccardi, della Sant’Egidio, un possibile leader anche politico di questa svolta.
Per smentire, Riccardi ha rilasciato ben tre interviste, rispettivamente ad Avvenire, Repubblica e Famiglia Cristiana, e quest’ultima ne ha messo la faccia in prima pagina con sotto la scritta “dove vanno i cattolici”, sostanzialmente confermando tutte le voci.
Ieri poi Antonio Socci ha messo in guardia dal peloso interesse del Corriere della Sera per questo evento: l’ultima tavola rotonda a Todi, infatti, vede dibattere il filosofo Antiseri, Marco Impagliazzo, Presidente della Comunità di Sant’Egidio, e poi Galli della Loggia e De Bortoli, rispettivamente editorialista e Direttore del Corriere della Sera. A Todi parteciperà anche Corrado Passera, che è fra gli editori del Corriere.
Ricordiamo che Todi è rigorosamente a porte chiuse, si va solo su invito, sono 110.
Le preoccupazioni di Socci sono state puntualmente confermate oggi da un lunghissimo editoriale sul Corriere, a firma De Bortoli, nel quale l’incauto direttore spiega ai cattolici quello che devono fare, e dice chiaramente “I cattolici possono intestarsi una nuova missione, esserne protagonisti. Dire quale idea dell’Italia hanno in mente. Riscoprire un tratto più marcatamente conciliare dopo l’era combattiva e il palazzo di Ruini. Una missione sociale, in questi anni, poco valorizzata, mentre si è insistito tanto sulla difesa dei valori non negoziabili, dal diritto alla vita alle questioni bioetiche, al punto di estendere l’incomunicabilità con le posizioni laiche all’insieme delle questioni civili ed economiche”.
E in un altro passaggio critica gli “atei devoti e politici senza scrupoli ai quali le gerarchie ecclesiastiche hanno talvolta frettolosamente concesso ampie aperture di credito”. (leggi Giuliano Ferrara e Silvio Berlusconi).

In altre parole: il giornale nemico della Chiesa per eccellenza (peggio di Repubblica, che almeno è nemica dichiarata), quello che ha guidato le più importanti battaglie contro la Chiesa – dalla legge 40 ad Eluana Englaro al family day e pure sull’otto per mille – le suggerisce che deve smetterla, che deve farsi più vicina al concilio e guardare al sociale. Sostanzialmente, che deve dare retta a loro. Più chiaro di così….
Piccola ciliegina: a pag. 15 del Corriere Pisanu auspica che Pierferdinando Casini contribuisca alla nascita di questo nuovo soggetto cattolico che si sta formando (secondo loro) a Todi. No comment.
Benvenuti quindi i chiarimenti del Card. Bagnasco ma sarebbe bene che il mondo cattolico tutto fosse altrettanto netto, e respingesse i tentativi di certi poteri di controllarlo, col tono di chi, pacca sulla spalla, cerca di confinarlo nel sociale. Un sociale in cui vita famiglia ed educazione si riducano a parole, niente più battaglie – rendendo i valori non negoziabili e i suoi sostenitori innocui e sostanzialmente irrilevanti.
Come scrive DeBortoli, “Possono essere maggioranza nel dibattito delle idee, pur restando minoranza nel Paese”. A giocare con le parole morte, chiaccherando del nulla, pochi e ininfluenti, ma lodati dal manovratore.

SamizdatOnLine

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