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Quell’orrendo, irresponsabile nessuno
E così il responsabile della strage di Oslo, settantasette morti inseguiti ed ammazzati come cani, non può essere ritenuto responsabile. L’hanno detto gli psichiatri.
Il teorema è che l’uomo è buono. Se decide di compiere qualcosa che esula dalla nostra concezione di normalità allora non è cattivo, è malato. Non è responsabile delle sue azioni, perchè se fosse responsabile allora si dovrebbe dire che esistono il bene e il male, che si può scegliere tra essi. Che non tutte le scelte sono indifferenti.
Ci rifiutiamo di pensare che qualcuno possa consapevolmente ideare, pianificare, eseguire un massacro di queste dimensioni, nel quale non trova posto la pietà, quella che noi chiamiamo genericamente umanità.
Chi rifiuta quello che noi consideriamo normale non può essere che pazzo.

Ma questa fantomatica normalità nel nostro piccolo la tradiamo mille volte al giorno, la inganniamo con menzogne piccole e grandi. Quanti ne uccidiamo con le nostre bugie, i nostri atti, le nostre omissioni? Quante piccole morti? Se tradiamo nel piccolo, siamo dei piccoli folli?

Se non siamo noi i responsabili non siamo colpevoli. Se non siamo colpevoli non abbiamo bisogno di assoluzioni, di redenzioni, ma solo di cure. Se non siamo noi i responsabili allora il responsabile non può essere che un dio che non esiste, quell’orrendo nessuno su cui scarichiamo tutti gli orrori e che, essendo troppo orribile, rigettiamo. Negando ogni colpa non restiamo che noi, con le mani pulite sempre e comunque.

Se l’uomo che compie indicibili orrori non ne è responsabile allora non lo erano tutti i dittatori che con fredda determinazione hanno schiacciato e mandato a morte chi non rientrava nei loro schemi. Gli antenati vichinghi di quei dottori erano tutti matti quando spazzavano via i villaggi sterminandone gli abitanti. Ogni stupratore è irresponsabile, ogni omicida va curato, per il furto si piglino pastiglie. Se la definizione di normalità poi comprendesse anche l’ubbidienza totale allo Stato, il credere nel destino luminoso dell’ideologia dominante allora si approntino non prigioni ma ospedali psichiatrici. Chi non crede nel Partito è matto. Chi poi creda in un Dio è sicuramente fuori di testa: si provveda a curarlo.

Se il male non esiste ma esiste solo la malattia, se non c’è ideologia assassina ma solo patologia, se non ci sono scelte ma siamo succubi di un destino a cui siamo predestinati dalle nostre cellule allora curatemi.
Perché quando sento tante sciocchezze, a me che accade di fare il male e che quindi sono certamente malato, viene voglia di fare una strage.

Berlicche  socio di  SamizdatOnLine

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