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Diciamo che non sta troppo bene.
E’ storia vecchia. Da che mondo è mondo, il potere logora chi non ce l’ha. Chi ce l’ha studia il modo di averne di più. “Nove anelli per gli uomini, che più di ogni altra cosa bramano il potere…” ricordava il vecchio Tolkien nella sua più celebre opera.
I politici hanno dato, e stanno dando, cattiva prova di sé. Ci mancherebbe, sono uomini. Chi entra in politica in tempi normali di solito lo fa perché vuol far carriera – che è uno dei sapori in cui arriva il potere. Gli idealisti sono pochi, e di solito durano anche poco. Gli ideali hanno vita dura nel mondo reale. Dura un po’ di più chi entra in politica perché c’è un’opera da fare, un compito da svolgere. Ma ciò non vuol dire che si sia immuni.

L’acqua ferma genera alghe. La politica dei tempi normali genera inevitabilmente una classe di inetti, di approfittatori, di gente che porta ad odiare la politica perché vede la politica solo come mezzo per il potere personale e come tale la usa. E’ fin troppo facile confondere qualcosa con la sua corruzione, se è solo quest’ultima che quotidianamente vediamo.
Quindi i tempi normali generano rifiuto della politica, e disastri, che portano a tempi eccezionali.
Nei tempi eccezionali i politici dei tempi normali vanno ancora peggio. Della politica non ci si fida più, e quindi ci si affida a coloro che ci sembrano più adatti per superare l’emergenza.
Che sono anch’essi uomini, e come tali bramano il potere.

I romani dei tempi antichi avevano i dittatori, che in tempo di guerra si sostituivano ai consoli. Alcuni di quei dittatori, storicamente, ci hanno preso gusto. Come noi anche loro erano stretti tra da un lato un potere che si può scegliere, che per sopravvivere deve mediare, che è tutto sommato amico ma anche inefficente, lento, approfittatore; e dall’altro lato da un potere decisionista, ma le cui decisioni possono anche non piacerci. Le decisioni che non piacciono generano scontento; lo scontento la voglia di politica, di mediazione, di tempi normali. E l’oscillazione riprende

Sono perfettamente consapevole come la mia sia un’analisi sommaria, parziale, con mille eccezioni. Persone particolari possono arrestare il moto del pendolo, invertirne il senso. I cicli possono essere così lenti da essere impercettibili. Ma è anche basata sull’osservazione della realtà.

Adesso siamo tutti stufi di politica. Molti si augurano che trapassi presto, come una inutile vecchia che lascia una grassa eredità. Ci sarà un momento, tra non molto, in cui tutti la rimpiangeremo?
Berlicche
socio di SamizdatOnLine

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Berlicche

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