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Quando in una società si instaura un meccanismo di recessione, non solo economica ma di vita, quello che si perde è la nostra umanità, i nostri bisogni, i nostri desideri, le nostre memorie vengono disperse, le nostre necessità vitali rimangono indifese e sempre sotto attacco, ma dove la famiglia che è il luogo della cura alla mia persona è viva, dove la Chiesa che è il luogo della cura della comunità è viva, si intravede quanlcosa di diverso, tanto che verrebbe voglia di abbracciare tutto il mondo. Un esempio è qui descritto.  SamizdatOnLine
COSI’ TERRIBILE, COSI’ MERAVIGLIOSO

Sì, la morte è realmente terribile. Ne ho vista tanta.
Proprio per questo quando incontro qualcosa di differente me ne accorgo. Qualcosa che rompe gli schemi del terrore, della paura, del fuggire via con le gambe, la testa e le parole da quel passaggio che tutti, tutti noi attraverseremo.

Così sabato, al funerale di Walter, ho visto.  Non era l’eroismo di chi va alla carica verso un avversario troppo grande e incomprensibile per follia o fanatismo. Non era un farsi forza o annegare in parole di circostanza il dolore. Tra le lacrime c’era qualcosa d’altro, una bellezza indescrivibile, potrei chiamarla letizia.
Si è lieti quando le circostanze non riescono a schiacciarci. Fragili come siamo, questo può avvenire solo se siamo custoditi da qualcosa di più grande, più forte di quella circostanza. Quando veniamo presi per mano, e ci viene mostrato che la nostra paura è quella di un bambino in una stanza buia.

Non è una cosa che si possa descrivere. E’ qualcosa che occorre vedere, per poterci credere. E’ la stessa cosa che ha guidato tanti, nello stesso giorno di sabato, a dare tempo e fatica per la Colletta alimentare. Raccogliere per gli altri, in questo tempo di crisi nera…! Eppure si è fatto, e lieti si è dato, poveri ai poveri.
Di fronte alla terribile crisi, una risposta meravigliosa.
Non ci si è fermati a lamentarsi e piangere. Non si è inveito contro la causa di tante miserie, arricciati a palla a difendere il poco che abbiamo. Un popolo si è mosso. E’ incredibile, inconcepibile, impossibile al di fuori di questa storia che nasce non da una morte, ma da una resurrezione.

Sabato bastava guardare per accorgersi che c’è un mondo nuovo di cui stupirsi, e che il nostro cuore capisce immediatamente essere quello che desiderava tanto senza saperlo. Non qualcosa che ci diamo da soli, ma che possiamo e dobbiamo riconoscere. Non una costruzione intellettuale, ma qualcuno da seguire.
Non è che l’ignoto non faccia ancora paura, ma una mano buona più grande e più forte di quel buio traccia i contorni delle cose e ci abbraccia.
E’ quello che il cuore vuole. E’ quello che il cuore aspetta. Qualcosa di così terribile, e così meraviglioso.

Berlicche  socio di  SamizdatOnLine

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Berlicche

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