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Oggi ci ritroviamo a dover difendere a spada tratta, con i pugni e con i denti, qualcosa che è, e sempre sarà, l’entità più naturale del mondo: la famiglia.

Non troppo tempo addietro i nostri nonni non avevano neanche bisogno di dover mettere “i puntini sulle i” riguardo questo argomento, perché era logico, scontato, normale come respirare, come camminare.

Invece oggi ci ritroviamo a difendere l’ovvio, cercando di rispondere nel modo migliore possibile alle accuse fatte da chi tenta di distruggerla ad ogni costo, senza capire, poveri illusi, che distruggendo la famiglia annienterebbero se stessi.

Ma, come dicevo, sono illusi costoro perché non riusciranno mai a distruggere la normalità, l’ordine sano della natura, della Creazione perché l’uomo e la donna hanno in se stessi, intrinsecamente, il potere di dar vita a una famiglia. Sono famiglia in potenza, e finché ci saranno uomini e ci saranno donne questa capacità non andrà persa.

Ma c’è anche chi di questa normalità, di questa naturalezza si vergogna e maschera le parole per sentir pronunciare il meno possibile quelle che riempiono la bocca dei bimbi fin dalla più tenera età: papà, mamma.

Sillabe così semplici, così facili che infatti il bambino impara subito a balbettare e che racchiudono in sé il mondo intero, si caricano di un dolce e profondo significato perché quelle due paroline sono la semplificazione di un’altra: radici.

Perché dovremmo vergognarci delle nostre radici? Perché dovremmo aver timore di pronunciare certe parole? Il mondo descritto da Orwell in “1984” è il nostro ogni giorno di più: ecco un chiaro esempio di neolingua e, di conseguenza per chi dietro le parole difende un principio, di psicoreato.

Sì, i nostri nonni non avevano affatto bisogno di porsi questi interrogativi perché, in fondo, vivevano in un mondo in cui, nonostante le guerre, i nemici erano ben riconoscibili e tutti sapevano da chi stare alla larga. Il nero era nero, il bianco era bianco, verità da una parte, menzogna dall’altra, giusto di qua e sbagliato di là.

Ma non stiamo a piangerci addosso. Se viviamo in quest’epoca è perché abbiamo le carte in regola per farlo, perché abbiamo gli anticorpi giusti, perché sopravvivremo ancorati come siamo alla Verità, unica, sempre uguale a se stessa fino alla fine dei tempi.

 

Vera Provenzale


Da radiospada.org

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