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anteprimaFinora abbiamo affrontato la questione delle unioni omosessuali e della legge sull’omofobia dal punto di vista politico, culturale, anche religioso. Ma è importante collocare quanto sta avvenendo in Italia – e nel mondo occidentale – in una prospettiva più ampia, che è quella del senso della storia. Ovvero: che senso ha ciò che stiamo vivendo oggi nella prospettiva della storia della salvezza, in che punto esatto si colloca? E di conseguenza: che cosa ci è chiesto per spingere la storia verso il suo fine ultimo, ovvero il “ricapitolare in Cristo tutte le cose”?
Un aiuto a rispondere a queste domande si trova nelle parole degli ultimi tre Papi.

Qual è dunque il senso di ciò che stiamo vivendo? Lo ha detto molto chiaramente Giovanni Paolo II a Rio de Janeiro nel 1997, in occasione dell’Incontro mondiale delle famiglie, prefigurando il tema dell’inizio del Terzo millennio: “Attorno alla famiglia e alla vita si svolge oggi la lotta fondamentale della dignità dell’uomo… Le tenebre oggi avvolgono la stessa concezione dell’uomo… I nemici di Dio, più che attaccare frontalmente l’Autore del Creato, preferiscono colpirlo nelle sue opere. L’uomo è il culmine, il vertice delle sue opere visibili… E la famiglia è l’ambito privilegiato per far crescere le potenzialità personali e sociali che l’uomo porta inscritte nel suo essere”.

C’è dunque il “nemico di Dio”, il demonio, oggi particolarmente attivo nel tentativo di distruggere l’uomo, quindi la famiglia. La promozione sociale dell’omosessualità a stile di vita è chiaramente in questa prospettiva. Del resto che il riconoscimento delle unioni omosessuali abbia come effetto il definitivo annientamento della famiglia naturale è nei fatti: basta guardare l’esempio dei paesi scandinavi.

I termini della soprannaturalità di questo scontro li ha chiariti poi Benedetto XVI più volte, l’ultima nel discorso alla Curia Romana per gli auguri di Natale del 2012, spiegando l’estrema pericolosità dell’ideologia di genere, “una nuova filosofia della sessualità”: “Il sesso, secondo tale filosofia, – ha detto papa Benedetto – non è più un dato originario della natura che l’uomo deve accettare e riempire personalmente di senso, bensì un ruolo sociale del quale si decide autonomamente, mentre finora era la società a decidervi. La profonda erroneità di questa teoria e della rivoluzione antropologica in essa soggiacente è evidente. L’uomo contesta di avere una natura precostituita dalla sua corporeità, che caratterizza l’essere umano. Nega la propria natura e decide che essa non gli è data come fatto precostituito, ma che è lui stesso a crearsela. Secondo il racconto biblico della creazione, appartiene all’essenza della creatura umana di essere stata creata da Dio come maschio e come femmina.
Questa dualità è essenziale per l’essere umano, così come Dio l’ha dato. Proprio questa dualità come dato di partenza viene contestata. Non è più valido ciò che si legge nel racconto della creazione: “Maschio e femmina Egli li creò” (Gen 1,27). No, adesso vale che non è stato Lui a crearli maschio e femmina, ma finora è stata la società a determinarlo e adesso siamo noi stessi a decidere su questo. Maschio e femmina come realtà della creazione, come natura della persona umana non esistono più. L’uomo contesta la propria natura. (…) Se, però, non esiste la dualità di maschio e femmina come dato della creazione, allora non esiste neppure più la famiglia come realtà prestabilita dalla creazione. Ma in tal caso anche la prole ha perso il luogo che finora le spettava e la particolare dignità che le è propria. (…) Dove la libertà del fare diventa libertà di farsi da sé, si giunge necessariamente a negare il Creatore stesso e con ciò, infine, anche l’uomo quale creatura di Dio, quale immagine di Dio viene avvilito nell’essenza del suo essere”.

Insomma, in gioco c’è il piano stesso di Dio, la Creazione così come ci è stata rivelata: l’ideologia del genere è l’arma che viene usata a questo scopo, l’ultimo passaggio di un processo che dura ormai da decenni. Negare l’uomo per negare Dio e viceversa.
Scendendo nel pratico non dovrebbe essere difficile comprendere come lo stesso concetto di “omofobia e transfobia”, nella sua genericità e valenza ideologica, è funzionale a questo disegno. Come ricordavamo alcuni giorni fa, si tratta di un concetto strettamente correlato all’ideologia di genere, per questo ha poca importanza che questa ideologia sia citata esplicitamente o meno nel disegno di legge che deve essere discusso alla Camera. La sostanza non cambia, e del resto questa legge nelle intenzioni è soltanto un passaggio intermedio per imporre le unioni e le adozioni gay, eliminando la stessa possibilità di esplicitarne la contrarietà. Sarebbe il compimento della rivoluzione antropologica, la negazione di Dio – e dell’uomo – fatta legge, cultura e pensiero unico.

Avendo chiaro questo scenario si comprende ancora meglio l’assoluta gravità di quel “silenzio della cristianità italiana” – come lo ha definito monsignor Luigi Negri due giorni fa su La Nuova Bussola Quotidiana –, a cominciare da chi quel popolo dovrebbe guidare. Ma su questo avremo modo di tornare nei prossimi giorni. 

La gravità della situazione e l’urgenza con cui si pone richiedono un’azione immediata: nei prossimi giorni la proposta di legge sull’omofobia arriva in aula alla Camera e l’unica strada percorribile – come abbiamo già spiegato – è la sua bocciatura. Se non alla Camera, al Senato: ma dobbiamo fare di tutto per evitare che in nome del popolo italiano venga decisa per legge la negazione del piano di Dio insieme a quella della libertà di opinione.

Per questo vi chiediamo due gesti che in questa situazione possono essere decisivi.
Cominciamo dal primo: finora alcune iniziative – la nostra raccolta di firme, che ha ormai superato quota 30mila, e la pubblicazione dell’appello su Il Foglio; il manifesto di Alleanza Cattolica pubblicato su quattro quotidiani nazionali; manifestazioni davanti a Montecitorio; la battaglia in Commissione Giustizia della Camera di pochissimi deputati, come Pagano, Roccella, Binetti, Molteni – sono riuscite a rallentare il percorso di questa legge che fino a due settimane fa sembrava destinata a rapidissima approvazione. A causa di questa mobilitazione altri parlamentari del centro-destra hanno iniziato a prendere coscienza della pericolosità di una siffatta legge per la libertà di opinione di tutti gli italiani, ma non basta. Bisogna svegliare tutti i parlamentari che dormono: vi chiediamo perciò in ogni regione l’invio di una mail a ciascun deputato e senatore almeno di PDL, UDC/Scelta Civica e Lega eletto nella vostra circoscrizione firmandosi con nome e cognome (veri) e località di residenza. Siccome sono i  nostri rappresentanti si deve chiedere loro le ragioni del silenzio e un chiaro mutamento di rotta (qui potete trovare l’indicazione di un testo possibile e di come raggiungere i vostri rappresentanti).

Ma c’è una seconda azione che è ancora più decisiva. Se la lotta in corso, nella sua comprensione più profonda, è soprannaturale, soprannaturali devono essere le armi che dobbiamo gettare in campo. Papa Francesco ce lo ha ricordato ancora una volta in questi giorni a Rio de Janeiro: il “drago”, il male, agisce nella storia ma non può prevalere contro Dio: “Il più forte è Dio, e Dio è la nostra speranza!”, ha detto il Papa nel santuario di Nostra Signora di Aparecida, e ha invitato a “bussare alla porta della casa di Maria”, Colei che sconfigge il drago. 

Ecco allora l’azione necessaria: pregare. Pregare e chiedere di pregare, perché all’Italia sia risparmiata questa sventura, anzi: perché dall’Italia possa ripartire un movimento che rimetta la legge naturale a fondamento delle nostre società. L’arma più potente contro il diavolo, lo sappiamo, è il Rosario: prendiamo l’impegno di dire ogni giorno il rosario per questa intenzione; diciamolo in casa, organizziamo anche momenti pubblici, in parrocchia o dove siamo. Segnalateci eventuali incontri di preghiera pubblici nelle vostre città, vi aiuteremo a farli conoscere.

Non solo: riprendendo le parole di papa Francesco, noi bussiamo alla porta della casa di Maria perché Ella ci mostri il Figlio. E al Figlio noi dobbiamo anche appellarci direttamente: dedichiamo un’ora alla settimana all’Adorazione eucaristica, chiediamo che i parlamentari vengano illuminati e trovino la forza di opporsi a questo disegno diabolico. Coinvolgiamo anche conventi e monasteri che conosciamo – a cominciare da quelli di clausura – in questo movimento di preghiera per la difesa dell’Italia e del piano di Dio.

Preghiera e pressione sui parlamentari, preghiera e azione: in fondo sono i due pilastri che hanno guidato il movimento benedettino, che ha generato l’Europa. E oggi da lì dobbiamo ripartire se all’Europa vogliamo dare un futuro.

Riccardo Cascioli, La nuova Bussola Quotidina

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