Il Palazzo di Sichelgaita

Tommaso Becket sembra aver incontrato il favore del Novecento: la vicenda dell’arcivescovo di Canterbury ucciso nella sua stessa cattedrale durante i Vespri del 29 dicembre 1170 da quattro cavalieri, forse per ordine del re d’Inghilterra Enrico II Plantageneto, dopo essere stata praticamente trascurata dalla letteratura precedente, ha ispirato alcune delle più belle pagine della drammaturgia contemporanea. Forse perché, almeno come appare nelle descrizioni dei suoi contemporanei, la figura di Tommaso Becket è certamente molto moderna: prima cancelliere e «unico consigliere» del re, dandy amante dello sfarzo e i cui banchetti erano proverbiali, nominato arcivescovo di Canterbury proprio dal re che credeva così di riuscire a controllare meglio la Chiesa inglese; e, appena divenuto vescovo cambia completamente vita, dà tutti i suoi beni ai poveri, veste un semplice abito agostiniano, invita i mendicanti alla sua tavola, e soprattutto si oppone in ogni modo alle ingerenze del re nella vita della Chiesa…

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