Il Palazzo di Sichelgaita

di Maurizia Tazartes

Preziose testimonianze di nove secoli in mostra a Ravenna.

Ori lucenti, sete preziose, prati come velluti, figure ieratiche sospese nello spazio e nel tempo, eppure dense di storia e di atmosfera, capaci di rivelare ruoli e caratteri. L’imperatore Giustiniano, la moglie Teodora, il vescovo Massimiano, ancelle e dignitari fissano, solenni ed enigmatici, la folla di visitatori stranieri protesi a naso in su nella basilica di S. Vitale.
Una visita sempre emozionante, che permette, a distanza di secoli, di leggere brani di storia sacra e profana del Cinquecento nei mosaici del catino e dell’abside, risparmiati dalle distruzioni del tempo. E di cogliere nelle eleganti trine scolpite dei capitelli, nei giochi astratti delle venature dei pilastri provenienti dall’Asia Minore, nella luce e nella leggerezza dell’architettura, l’impronta di Bisanzio mescolata a Roma.
Iniziata nel 525, completata nel 547 con l’arcivescovo Massimiano, S. Vitale è un documento eccezionale, simbolo della Ravenna…

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