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La situazione italiana è drammatica. Il sentimento che predomina sembra essere la confusione. L’instabilità, prima ancora che nella politica, sembra essere nelle menti e nei cuori. Per questo vorremmo proporre un gesto semplice, dal quale partire o ripartire, per far si che il futuro vada verso quel Bene di cui ognuno di noi ha il desiderio.  SamizdatOnLine

QUANDO LE PAURE SI SOMMANO
L’altro giorno sono stato su fino a tardi per vedere un film di qualche anno fa, “Al vertice della tensione” (Sum of all fears, 2002). Un complotto di ideologi disposti a tutto pur di fare trionfare le loro tesi, anche a passsare sopra miliardi di cadaveri, conduce USA e Russia ad un passo dalla guerra atomica. Quello che mi ha colpito, ripensandoci a posteriori, è che i governanti dei due paesi sono trascinati nel vortice dell’escalation militare malgrado nessuno dei due voglia veramente quello che sta per accadere. Uno sbotta, poco prima di girare la chiave che scatenerà i missili nucleari, “Non sono stato eletto per questo“. L’altro, con il dito sul bottone che ucciderà milioni di persone, sospira “Mi tocca finire ciò che non avevo nessuna intenzione di cominciare“.

In un certo senso mi pare di vedere la stessa situazione qui in Italia. Susseguirsi di dichiarazioni sempre più estreme e minacciose. E tutti consapevoli che se si continua non potrà che essere il disastro. Tutti vogliosi di pace, ma nessuno in grado di raggiungerla, schiavi della propria paura. Beh, proprio tutti desiderosi di pace no. Ci sono quelli che soffiano sul fuoco, quelli che sperano di uscire da sotto le macerie e trovarsi capi. Quelli che l’atomica l’hanno fabbricata e non vedono l’ora di usarla, e se gli innocenti moriranno tanto peggio per loro, nel mondo nuovo si starà più larghi.
Ma di questi mi interessa poco. Preferisco di gran lunga costruire, agire che accusare.

Sono passati quasi due anni da quando è stata lanciata l’iniziativa “Un manto per l’Italia“. Sono convinto che, al di là della brutta situazione in cui ci troviamo, realmente qualcuno ci abbia tenuto una mano sulla testa. Se no non sarebbe stata solo brutta, sarebbe stata pessima. Vi chiedo quindi di riprendere ancora una volta l’iniziativa. E’ poco quello che chiedo, vuol dire molto. Una preghiera personale. Un piccolo sacrificio. Una preghiera più allargata, per domandare che sia data un’opportunità, che tante volte è tutto ciò che basta.

Come ho detto tante volte, io non sono né di destra né di sinistra né di centro. La mia direzione è l’alto. Dio non può intervenire direttamente sulla libertà umana. Ma un po’ di Grazia, che ci serva a fermare la mossa omicida e suicida, serve. Perché noi uomini in fondo, anche se facciamo il male, desideriamo il bene. Chiediamo di essere liberati dalla paura. Chiediamo che questo bene arrivi, ci sia. Se vorremo, giungerà.
Ma se il nostro scetticismo, la nostra delusione, il nostro egoismo è tale che non riusciamo neanche a dire una preghiera per il futuro nostro e di chi è caro, che accadrà?

Sotto la Tua protezione ci rifugiamo, Santa Madre di Dio
Non respingere le preghiere che Ti innalziamo nelle necessità
Ma salvaci sempre da tutti i pericoli,
O Vergine Gloriosa e Benedetta

Berlicche  socio di  SamizdatOnLine

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