Il Palazzo di Sichelgaita

di Maria Bettetini

Per un filosofo essere dichiarato «di tutti principe e maestro», tanto «da meritare di essere stimato singolare presidio e onore della Chiesa Cattolica» (Leone XIII, Enciclica Aeterni Patris, 1879), può costituire una disgrazia, peggio ancora dell’essere proclamato santo (1323) a meno di cinquant’anni dalla morte (1274) e Dottore della Chiesa neanche tre secoli dopo (1567). Se alla sua morte Tommaso d’Aquino fu osteggiato “solo” da qualche vescovo che lo confuse per un averroista (e ne condannò alcune tesi, per mezzo secolo giacenti nel limbo dell’interdizione), da qualche francescano e addirittura da qualche domenicano, più la sua dottrina diventava ufficialmente “cattolica”, più veniva aggredita da due lati. Ovvero dagli avversari del Cattolicesimo, per esempio Lutero; e dai cattolici stessi, per secoli intenti a spiegare e commentare ed emendare le già chiarissime pagine del Doctor Angelicus, con una profusione di summae della Summa che culmina nelle 24…

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