Il Palazzo di Sichelgaita

di Maria Bettetini

C’è un domenicano che piace a tutti e non mette d’accordo nessuno. È vissuto poco dopo Tommaso d’Aquino, in una terra tedesca profondamente religiosa e già quasi pronta alla rivolta – politica e di fede – contro Roma. Di lui si ama e si diffonde soprattutto l’afflato “mistico”, che Schopenhauer trovava identico a quello del Buddha, con la differenza dell’«obbligo del rivestimento nel mito cristiano». Meister Eckhart è dunque amato da credenti e non credenti, da cristiani e da avversari del Cristianesimo, triturato nella congerie della mistica dove hanno uguale spazio i romanzi di Coelho e la sesta Enneade di Plotino, fatte le debite differenze sui proventi derivati agli autori.

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