Berlicche

Con le parole me la so cavare. Di solito. Ma in alcun casi no, non ce la faccio.
Magari si può pensare che io sia scortese, chiuso, scontroso. Che non ci tenga. Che sia indifferente.
Non è così. Semplicemente non riesco a trovare parole adeguate per esprimere quello che provo.
Ogni frase che mi viene in mente mi sa di vuoto, di artificiale.
“Mi dispiace”, penosamente inadeguata.
“Ti sono vicino”, quando è chiaro che non posso esserlo come vorrei.
“Coraggio”, ma che coraggio? Certi eventi non hanno bisogno di coraggio, hanno bisogno di essere compresi per quello che sono. Che, se non sono visti con lo sguardo all’infinito, stroncano. Allora tanto vale dire “non pensarci”, egualmente inumano.

No, proprio non ci riesco. Quando una persona cara scompare, sia un padre che ha vissuto una vita piena o un bambino ancora neanche affacciato al mondo, nessuna parola umana può bastare. Nessuna…

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